Masseto all'alba il 9 ottobre 2013

Masseto all’alba il 9 ottobre 2013


Oggi ho ritrovato tra alcune scartoffie gli appunti relativi a una degustazione verticale integrale di Masseto svoltasi il 5 agosto 2004, ormai quasi dieci anni fa e mi fa piacere condividerla qui di seguito.
In realtà dopo di questa ne ho fatte altre di verticali di Masseto, ma questa del 2004 è ancora attuale, nel senso che poi nelle degustazioni arrivate dopo ho riscontrato spostamenti infinitesimi e Masseto resta lì, imperturbabile, statico, impassibile al passare degli anni.
Come sempre la dividerò in più puntate, per non farla troppo lunga, oggi scrivo delle prime 5 annate.
Il vigneto Masseto è stato piantato nel 1984, grazie all’intuizione dell’agronomo Andrei Tchelistcheff (Андрей Челищев) su un terreno costituito da argille plioceniche, limose, miste a ghiaia di 6,63 ettari.
Andrej Tchelistcheff

Andrej Tchelistcheff

Il vigneto è convenzionalmente diviso in 3 parti:
Masseto Alto, cioè la parte superiore del vigneto, è costituita da terreni meno profondi, sabbiosi e piuttosto sassosi. Le uve di questa zona di solito sono le prime a maturare e ad essere vendemmiate, soprattutto nelle annate più calde. Da Masseto alto solitamente si ottengono vini densi e tannici.

Masseto Centrale è costituito da terreni con una percentuale molto elevata di argille plioceniche. I vini prodotti da questa parte del vigneto rappresentano la “firma” o l’anima di Masseto, che imprime il carattere e rappresenta la “spina dorsale” di questo straordinario e impressionante vino. Da qui si ottengono vini potenti e concentrati con imponenti strutture tanniche.

Masseto Junior è la zona più bassa del vigneto, con terreni argillo-sabbiosi. I suoi vini sono i più leggeri ma anche i più morbidi e sono preziosi per bilanciare l’enorme massa tannica dei vini prodotti pochi metri più in alto. Contribuiscono al risultato finale anche in termini di finezza.

L’assemblaggio dei diversi componenti realizza la complessità di Masseto, un monovitigno assemblato.
Il sesto d’impianto è di 0,85 metri x 3 metri, apparentemente 3 metri sembrano molti, ma per la pendenza, che mediamente è del 10%, va meglio così per trattenere meglio l’acqua che le argille sanno trattenere molto bene e che la pendenza invece tenderebbe a far scorrere via. I filari sono perpendicolari alla pendenza massima proprio per evitare il dilavamento del suolo.
L’altitudine è di 120 metri circa, bella insolazione e buona ventilazione e il metodo di allevamento è a cordone speronato, con numero di gemme e resa per ceppo piuttosto eterogenea proprio perché è eterogeneo il suolo e varia significativamente in base alla vigoria di ciascuna vite, in pratica una potatura “sartoriale”.

Vigneto Masseto

Vigneto Masseto

Veniamo ai vini
L’annata 1986 si è caratterizzata per temperature elevate e precipitazioni estremamente ridotte. Le uve prodotte sono state quindi di ottima qualità con buona concentrazione.
La vendemmia ha avuto luogo il 15 Settembre, l’uva è stata raccolta interamente a mano in ceste della capacità massima di 15 kg.

La fermentazione ha avuto luogo esclusivamente in tini di rovere francese; la macerazione si è protratta per circa 15-20 giorni, seguita dalla fermentazione malolattica spontanea e dalla decantazione naturale.
L’affinamento, di 24 mesi, è avvenuto in barrique nuove di rovere francese, seguito da altri 12 mesi in bottiglia prima dell’immissione sul mercato.
Per la precisione il 1986 del vigneto Masseto non si è chiamato Masseto, ma Ornellaia Merlot.
Profilo organolettico: Bel colore maturo, frutta matura, buona freschezza, menta, sentori di cioccolato fondente, sigaro, ottimo equilibrio, elegante, integerrimo, lunghissimo.
L’annata 1987 si è caratterizzata per una stagione vegetativa generalmente buona, con temperature estremamente elevate per tutto il mese di luglio, seguite da alcuni rovesci durante il mese di agosto.
La vendemmia del Merlot di Masseto si è tenuta il giorno 13 Settembre.
Le uve sono state raccolte a mano in ceste della capacità massima di 15 kg e trasferite immediatamente in cantina, dove la fermentazione è avvenuta nei tini di rovere, la macerazione è proseguita per 13 giorni. La fermentazione malolattica è iniziata non appena completata la fermentazione alcolica.
Il vino è quindi stato affinato in barrique di rovere francese per 16 mesi, dal gennaio 1988 al maggio 1989 e successivamente imbottigliato e conservato per altri 24 mesi prima dell’immissione in commercio.
Profilo organolettico: colore integro, giovanile, il frutto ancora turgido è ciliegia, poi spezie, tabacco, caldo e croccante, potente e lungo.

Ornellaia Merlot 1986

Ornellaia Merlot 1986

Il ciclo vegetativo dell’annata 1988 ha goduto di un clima generalmente caldo e soleggiato fino alla completa maturazione delle uve; il picco di temperatura è stato raggiunto durante il mese di Agosto.
La vendemmia si è tenuta il giorno 14 Settembre.
Le uve sono state raccolte a mano in ceste della capacità massima di circa 15 kg e trasferite immediatamente in cantina, dove la fermentazione ha avuto inizio in tini di rovere francese, la macerazione è proseguita per 13 giorni, seguita dalla fermentazione malolattica.
Il vino è quindi stato affinato in barrique di rovere francese per 17 mesi, dal Gennaio 1989 al Giugno 1990 e successivamente imbottigliato e conservato per altri 22 mesi prima dell’immissione in commercio.

Profilo organolettico: colore perfettamente integro e intenso, frutto nitido e ancora molto giovane, mirtillo e prugna matura, cioccolato fondente, caffè, radice di rabarbaro, in bocca è intenso e largo, eccellente il “grip”, persistente anche oltre l’immaginabile.
L’andamento climatico del 1989 è stato caratterizzato da un clima caldo e cielo sereno fino al termine della maturazione delle uve. Le precipitazioni sono state scarse durante l’estate, la temperatura massima è stata raggiunta durante il mese di agosto. Ciò ha causato un rallentamento del processo di maturazione e di conseguenza la necessità di posticipare la raccolta rispetto all’epoca media.
La vendemmia si è tenuta il 28 settembre.
Le uve sono state raccolte a mano in ceste della capacità massima di 15 kg e trasferite immediatamente in cantina.
La fermentazione è avvenuta in tini di rovere francese, la macerazione è proseguita per 13 giorni. La fermentazione malolattica è iniziata non appena completata la fermentazione alcolica.
Il vino è quindi stato affinato in barrique di rovere francese per 11 mesi, da marzo al febbraio successivo, quindi imbottigliato e conservato per altri 26 mesi prima dell’immissione in commercio.

Profilo organolettico: colore rubino con unghia leggermente granata, naso fruttato di confettura di prugne, menta e caramello, fieno, cardamomo, china calissaia, olive nere. In bocca è tannico e caldo. Lungo e e suadente il finale.

Con una bottiglia in mano

Con una bottiglia in mano

L’annata 1990 è stata generalmente calda e soleggiata per tutto il ciclo vegetativo delle viti, con alcune precipitazioni all’inizio di agosto, seguite da temperature elevate, che hanno raggiunto il picco verso la fine del mese. Questa annata presenta caratteristiche simili a quella del 1988.
La vendemmia si è tenuta il giorno 5 settembre. Le uve sono state raccolte a mano in ceste della capacità massima di 15 kg e trasferite immediatamente in cantina.
La fermentazione ha avuto luogo in tini di rovere francese, la macerazione è proseguita per 13 giorni. La fermentazione malolattica è iniziata non appena completata la fermentazione alcolica.
Il vino è stato affinato in barrique di rovere francese dal febbraio 1991 all’aprile 1992, quindi ha riposato in bottiglia per altri 26 mesi prima della messa in commercio.

Profilo organolettico : rosso rubino intenso con unghia granata, frutti di bosco, boisé, ancora frutto maturo ma integro. Nocciola tostata e sottobosco, finale olfattivo caratterizzato da note balsamiche di eucalipto. In bocca è perfetto, con tannini fitti e setosi, potente.

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