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La DO Ribera del Duero è probabilmente la DO più prestigiosa di tutta la Spagna, più recente della Rioja, che peraltro come la denominazione Priorat ha diritto alla doc, ma certamente in grado di esprimere vini indimenticabili, tali da giustificare certamente il viaggio.
Per chi non lo sapesse la do spagnola equivale alla doc italiana e la doc spagnola equivale grossomodo alla docg italiana.
Situata tra le provincie di Burgos a nord, Valladolid a ovest, Soria a est e Segovia a sud, la zona si estende per circa 115 km lungo il corso del Duero e per una larghezza massima di 35 km, suddivisa abbastanza equamente tra riva destra e riva sinistra.
L’altitudine varia tra i 700 e i 900 metri sul livello del mare per i vini più prestigiosi, più in basso si producono vini dotati di meno carattere.
In totale sono 82 i comuni sui quali insiste la DO così suddivisi.
I comuni coinvolti in provincia di Burgos sono: Adrada de Haza, La Aguilera, Anguix, Aranda de Duero, Baños Valdearados, Berlangas de Roa, Boada de Roa, Campillo de Aranda,Castrillo de la Vega, La Cueva de Roa, Fresnillo de las Dueñas, Fuentecén,Fuentelcésped, Fuentelisendo, Fuentemolinos, Fuentenebro, Fuentespina,Gumiel de Hizán, Gumiel del Mercado, Guzman, Haza, Hontangas, Hontonade Valdearados, La Horra, Hoyales de Roa, Mambrilla Castrejon, Milagros, MoradillodeRoa, Nava de Roa, Olmedillo de Roa, Pardilla, Pedrosa de Duero, Peñaranda de Duero, Quemada, Quintana del Pidio, Quintanamanvirgo, Roa Duero, San Juan del Monte, San Martin de Rubiales, Santa Cruz de la Salceda,La Sequera de Haza, Sotillo de la Ribera, Torregalindo, Vadocondes, Valcabado Roa, Valdezate, La Vid, Villaescuesa de Roa, Villalba de Duero, Villalvilla deGumiel, Villanueva de Gumiel, Zazuar, Caleruega, Terradillos de Esgueva,Tórtoles de Esgueva, Tubilla del Lago, Valdeande, Villatuelda, Villovela de Esgueva.

Un vigneto a Tempranillo nel Condado de Haza

Un vigneto a Tempranillo nel Condado de Haza


Provincia di Segovia: Aldehomo, Honrubia de la Cuesta, Montejo de la Vega de la Serrezuela, Villaverde de Montejo.
Provincia di Soria: San Esteban de Gormaz, compresi i seguenti distretti: Aldea de San Esteban, Atauta, Inés, Matanza de Soría, Olmillos, Pedraja de San Esteban, Peñalba de San Esteban, Quintanilla de Tres Barrios, Rejas de San Esteban, San Esteban Soto, Velilla de San Esteban e Villálvaro,Langa de Duero, Castillejo de Robledo, Miño de San Esteban, Alcubilla de Avellaneda, con l’annesso di Alcoba de la Torre e annesso, Alcubilla del Marqués il comune di Burgo de Osma.
Valladolid: Bocos de Duero, Canalejas de Peñaflel, Castrillo
Duero Curiel de Duero, Fompedraza, Manzanillo, Olivares de Duero, Olmos
Penafiel, Penafiel, Pesquera de Duero, Pinel de Abajo, Pinel de Arriba, Quintanilla
de Arriba, Quintanilla de Onesimo, Rábano, Roturas, Torre de Peñafiel, Valvuena
de Duero, Valdearcos de la Vega.
I vini di maggiore successo e carattere si trovano a ovest quesi tutti in provincia di Valladolid.
Il clima è continentale, con qualche influenza mediterranea e qualche influenza atlantica, molto asciutto e ventilato, gli inverni freddi, a causa dell’altitudine sovente la temperatura scende sotto lo zero, ma nevica di rado.
Per quanto riguarda le temperature,
le oscillazioni annuali possono essere chiaramente considerate estreme per una zona di produzione di vini di qualità, con 42° di massima nell’anno e minima -20 ° C.
Il periodo di rischio di gelo è tra il 17 settembre e il 6 giugno, interessando le viti in numerose occasioni durante il loro ciclo vegetativo.
Una caratteristica di grande importanza è l’escursione termica, che risulta accentuata durante il periodo di maturazione, favorendo lo sviluppo ottimale dei fattori aromatici. E’ frequente trovare escursioni termiche tra giorno e notte, durante
il periodo di maturazione, di 15 o 20 ° C.
Le piogge sono di entità moderata, con estati secche.
Vigneti visti dal Castillo de Peñafiel

Vigneti visti dal Castillo de Peñafiel


A Aranda del Duero la media si attesta a 435 mm e non vi è un aumento del gradiente
da ovest a est.
Il ciclo vegetativo è piuttosto breve, visto che il freddo si protrae abbastanza e poi il caldo dell’estate rallenta l’attività delle piante.
Le viti qui sono proprio temprate, resistono a lunghe siccità e a temperature estreme e curiosamente il vitigno interprete della regione è il Tempranillo.
I suoli sono calcarei, di colore rosso brunastro.
Qui il Tempranillo è chiamato anche Tinto del pais o Tinto fino e come ho già raccontato in un altro articolo http://www.coppiere.it/2015/10/il-tempranillo/, il Tempranillo non è altro che la Malvasia nera, come hanno dimostrato i genetisti.
Oltre al Tempranillo i vitigni autorizzati sono: Cabernet Sauvignon, Merlot, Malbec, Garnacha (Cannonau) e il bianco Albillo.
La Malvasia nera è un vitigno aromatico e i vini di questa regione, da giovani sono aromatici, i grandi vini della zona, adatti al lungo invecchiamento, nel tempo prendono un carattere più marcato e la terziarizzazione permette a questi vini di esprimere un bel ventaglio di sensazioni organolettiche.
Grappolo di Tempranillo

Grappolo di Tempranillo


I rosados prodotti in zona sono detti anche Claros, generalmente sono prodotti da uve Garnacha.
Un po’ di storia
L’analisi microscopica dei resti trovati in alcune ceramiche rinvenute in Pintia ha indicato che, già nel secolo IV aC, questi contenitori sono stati utilizzati per il servizio ed il consumo di vino ai tempi della cultura Vaccean.
Come spesso accade è con l’avvento dei romani che cresce e viene valorizzata la produzione dei vini.
Infatti è stato rinvenuto durante la vendemmia 1972 un mosaico romano di 66 metri quadrati, considerato il pezzo più grande e meglio conservato tra le allegorie baccanali della penisola iberica
Sono poi gli ordini monastici sparsi su tutto il territorio a dare un ulteriore impulso a partire dal X secolo alla diffusione della cultura del vino
Anfore ritrovate a Pintia

Anfore ritrovate a Pintia


Un po’ di storia più recente
Nel 1864 Don Eloy Lacanda y Chaves, di ritorno da Bordeaux dove aveva studiato enologia, piantò i primi vigneti con l’intento di produrre vini nello stile Francese.
Dalla Francia riportò barbatelle di Cabernet Sauvignon, Merlot e Malbec, e decise di coltivarle nei terreni di famiglia presso Valladolid insieme all’uva rossa più tipica della zona: il Tinto Fino.
Così nacque il prestigioso Vega Sicilia unico.
Il mosaico romano

Il mosaico romano


Finalmente la denominazione di origine
La denominazione di origine, arriva grazie all’iniziativa di alcuni produttori intenzionati ad incrementare la qualità dei vini della zona.
Il primo atto giuridicamente rilevante risale al 23 luglio, 1980, data in cui questa organizzazione si costituì, sebbene all’epoca agisse ancora su base provvisoria.
Due anni più tardi, il 21 luglio, 1982, il Ministero dell’Agricoltura, della pesca e dell’alimentazione, concesse al Ribera del Duero, la Denominazione di Origine e a questa data risale il suo primo disciplinare.
La denominazione di origine
Pur non essendo doc ma semplicemente do, è la denominazione che ha al suo interno i vini spagnoli di maggiore successo a livello internazionale
La superficie iscritta all’albo della DO Ribera del Duero è pari a 21.400 ettari
Per avere un’idea la docg Brunello di Montalcino è pari a 2.039 ettari, Barolo 1.754 ettari e Bolgheri 1.168 ettari
La chiesetta di santa Cecilia che da il nome al vino Vega Sicilia

La chiesetta di santa Cecilia che da il nome al vino Vega Sicilia


Il disciplinare prevede l’utilizzo dei seguenti vitigni: il Tempranillo, localmente chiamato Tinto fino o Tinto del pais, Cabernet Sauvignon, Merlot, Malbec, Garnacha fina (in Italia Cannonau) e il bianco Albillo.
Il Tempranillo
Il Tempranillo rappresenta “ l’anima” dei vini di questa do e che è il 4° vitigno più coltivato al mondo con una superficie di 232.561 ettari, coprendo ben il 5,05% della superficie vitata mondiale.
Esiste anche in Italia, dove si chiama Malvasia nera.
La sua zona d’elezione e di maggiore coltivazione è lungo il fiume Duero che in Portogallo prende il nome di Douro. In Portogallo è ammesso anche nel disciplinare del Porto.
Ovviamente è la Spagna il paese con la maggiore superficie coltivata a Tempranillo con 207.677 ettari e rappresenta l’anima anche della doc Rioja.

Il territorio
I suoli sono calcarei, di colore rosso brunastro e sabbie.
La Ribera del Duero si trova quindi nel grande altipiano nord della penisola iberica, in parte coperto da sedimenti del Terziario.
Il maggior volume di questi sedimenti è costituito da sabbie più o meno lenticolari, strati limosi o argillosi, alternati a strati di calcare e marne e anche concrezioni calcaree.
Il bacino si è formato durante il Miocene.
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Il rilievo della zona, compresa tra colline interfluviali, ha un’altezza massima di 1.014 metri, e le valli hanno un’altezza topografica media tra i 750 e gli 850 metri
Altri fattori della qualità
La resa massima per ettaro consentita è di 70 quintali di uva o 49 ettolitri di vino
La situazione geo-climatica, buona ventilazione, notti tendenzialmente fredde e precipitazioni limitate, è tale da creare una naturale rarità di malattia sulla vite
Il fattore umano: uomini come Don Eloy Lacanda y Chaves e Alejandro Fernández hanno dato una svolta significativa e decisiva alla qualità e al carattere dei vini della Ribera del Duero
La piramide della qualità
Tintos joven (rossi giovani), vini semplici dagli aromi fruttati, tendenzialmente aromatici.
Crianza, si tratta di vini con almeno due anni di maturazione in botte. I vini di questa categoria aggiungono al fruttato caratteristiche note “terrose” con richiami di legno o vaniglia per chi usa le «barrique» e note speziate.
Reserva devono avere un tempo di maturazione minimo di tre anni, hanno un corpo più generoso e maggiore complessità.
Gran reserva devono essere sottoposti a un invecchiamento minimo di cinque anni. Si tratta di vini di grande struttura ed eleganza, complessi e longevi, ma rappresentano una ridottissima percentuale di tutto il vino prodotto nella Ribera del Duero e vengono prodotti solo in annate eccezionali.

Un vigneto di Vega Sicilia

Un vigneto di Vega Sicilia


Le menzioni aggiuntive (crianza, reserva e gran reserva) devono essere riportate in etichetta e hanno uno speciale contrassegno rilasciato dal consiglio di tutela vini della Ribera del Duero
Caratteristiche analitiche
Le caratteristiche fisico-chimiche dei vini protetti dalla DOP
“Ribera del Duero” sono i seguenti:
Rosados: gradazione alcolica minima in volume 11.0%
Zuccheri residui massimo 4 gr/litro
Acidità volatile massima in gr / litro di acido acetico: 0,05 per i vini dell’anno, tale valore può essere innalzato.
I vini di più di un anno non possono superare il limite calcolato come segue:
1 g / l fino al 10% di alcool, più 0,06 g / l per ciascun grado alcolico oltre i primi 10.
Massimo di anidride solforosa totale 180 mg / litro.
Vini rossi:
gradazione alcolica minima in volume: 11.5%
Zuccheri totali residui massimo 4g / litro.
Acidità totale minima in gr / litro di acido tartarico: 4.0
Acidità volatile massima come per i rosados.
Massimo di anidride solforosa totale, espressa in mg / l: 150.
La densità minima di piante è di 2.000 viti per ettaro.
Un tino in legno a Vega Sicilia

Un tino in legno a Vega Sicilia


Il vino rosato sarà preparato con almeno il 50% delle varietà rosse
autorizzate (Tinta del Pais, Cabernet Sauvignon, Grenache, Malbec e
Merlot).
Il vino rosso sarà prodotto con un minimo del 75% di Tinto del pais, cui possono essere aggiunti Cabernet Sauvignon, Garnacha, Malbec, Merlot e Albillo sindaco.
In ogni caso la partecipazione a questi vini della varietà Tinto del pais, da solo o insieme a Cabernet Sauvignon, Merlot e Malbec non dovrebbe essere inferiore al 95%.
L’area di invecchiamento vini della DOP ‘Ribera del Duero’
coincide con la zona di produzione.
Le uve provenienti da vigneti i cui rendimenti sono superiori al limite
autorizzato, non possono essere utilizzate nella produzione di vino
DO Ribera del Duero.
L’indice di Winkler e Amerine ITF = 1.305,03
Le aziende visitate
Psi 2013 Ribera del Duero da vigne di oltre 50 anni

Psi 2013 Ribera del Duero da vigne di oltre 50 anni


TINTO PESQUERA
Fondata nel 1972 da un’icona vivente di vino spagnolo e ampiamente considerato come il “Maestro del Tempranillo”: Alejandro Fernández.
Alejandro crea vini di naturale concentrazione, eleganti ed espressivi da giovani che beneficiano del tempo per dare vini sempre più complessi.
Suo il merito di comprendere che sulla scia di Vega Sicilia si potevano creare vini di qualità e successo in Ribera del Duero.
In Pesquera ci sono attualmente 202 ettari piantati esclusivamente con Tempranillo.
Il suolo è composto da ghiaia profonda, un tipo di suolo raro nella zona ed essenziale per conferire il singolare bouquet complesso dei vini di questa azienda.
La prima cantina di Alejandro era una vecchia cantina del 16° secolo, dove supervisionava personalmente l’intero processo di vinificazione, dall’inizio alla fine.
Il vitigno originale usato era Tempranillo, oggi conosciuto come la sua varietà di firma ed è l’unica varietà che usa nelle sue quattro tenute in Spagna centrale (Tinto Pesquera, Condado de Haza, El Vinculo & Dehesa la Granja).
I prodotti di punta di Tinto Pesquera sono crianza, riserva e i suoi vini di gamma alta Janús e Millenium.
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Vega Sicilia
I diversi elementi nella sua produzione sono affinati nella ricerca della perfezione che ha guidato il suo creatore e chi gli è succeduto.
Vega Sicilia Único rimane fedele ad uno stile chiaro e ben definito, con un carattere inimitabile e di stile; eleganza, forza, capacità di invecchiamento.
Un gusto unico e senza tempo che l’ha elevato nell’aristocrazia dei grandi vini classici del mondo, certamente il principale vino che rappresenta da tempo la punta di diamante dei vini spagnoli di qualità.
Anche il Tinto Valbuena rappresenta un’eleganza e una qualità costante e indiscutibile.
L’accoglienza in azienda è però molto distaccata e la loro ostentazione e spocchia disturbano una pecezione di qualità che nei vini è oggettiva, nella cantina questa ricerca della qualità è chiaramente percepibile, ma il pathos e il calore umano praticamente inesistenti.
Le viti sono piantate su terreni sabbiosi con un abbondante strato di ghiaia di quarzo che compone il substrato roccioso. Su molti vigneti si possono trovare massi calcari in superficie.
Per tutti i vini viene usato acciaio inox a temperatura controllata e grandi botti di rovere, con lieviti indigeni. La fermentazione malolattica avviene esclusivamente in tini di rovere.
Dopo la fermentazione, vini di Vega Sicilia passano all’invecchiamento che loro vantano come l’invecchiamento probabilmente più lungo del mondo di un vino rosso: quasi 10 anni tra il legno e bottiglia, forse qualcuno va oltre ma è comunque un tempo estremamente lungo e alla fine di un così lungo invecchiamento giungono sul mercato vini turgidi, e integerrimi, pronti a resistere ancora a decenni di ulteriore invecchiamento.
Vega Sicilia Unico Reserva Especial

Vega Sicilia Unico Reserva Especial


Le diverse fasi di maturazione si svolgono in diversi tipi di botte: legno americano (quecus alba) e rovere francese (quercus robur e quercus sessilis), nuovo e usato, fusti da 225 litri e tini da 20.000 litri; l’unicità di ogni parcella è ciò che determina il tipo di legno ed il tempo trascorso in botte.
Dopo l’invecchiamento in rovere, il vino viene affinato in bottiglia per un lungo periodo, un processo di invecchiamento complessivo di circa 6 anni in legno e tre in bottiglia.
Pochi lo conoscono, ma esiste anche Vega Sicilia Unico Reserva Especial, che è una cuvée di 3 diverse annate, tra le più grandi.
Dominio de Pingus
Dominio de Pingus è una piccola cantina situata nel villaggio di Quintanilla de Onesimo, a 30 chilometri da Roa nella provincia di Burgos. Senza alcun dubbio questa cantina produce alcuni fra i vini più ricercati di tutta la Spagna e probabilmente, alcuni dei vini migliori al mondo. La minuscola produzione annuale rende i vini di questo produttore tra i più rari ed esclusivi della Spagna.
Pingus era il nomignolo di Peter Sissek da ragazzo, oggi il nome di uno dei vini più ricercati del mondo.
Con il grande Peter Sisseck detto Pingus

Con il grande Peter Sisseck detto Pingus


Storia
Dominio de Pingus nasce nel 1995 da un progetto a cui Peter Sisseck lavorava da tempo. Precedentemente, Peter aveva lavorato nel Bordeaux con suo zio Peter Vinding Diers, considerato uno dei creatori della “nuova ondata” di vini bianchi dell’area di Graves. Prima ancora, Peter aveva lavorato in California, affiancando la rinomata enologa Zelma Long, un’esperienza che ha arricchito entrambi.
Arrivato in Spagna, Peter ha lavorato prima come enologo di Hacienda Monasterio, di cui è tuttora enologo consulente, a Pesquera del Duero, e poi nel piccolo villaggio di Quintanilla de Onésimo, dove oggi produce i suoi prestigiosi vini Pingus.
Enologia e Viticultura:
Dominio de Pingus ha una piccola cantina tradizionale con poche file di botti, una pressa verticale, e una manciata di vasche in legno e acciaio. L’impeccabile artigianalità e la produzione estremamente ridotta consentono a Peter di produrre a mano ogni singola annata dei suoi vini.
I vigneti sono ben curati e tutti coltivati a Tempranillo, le vigne sono vecchissime, spesso anche oltre gli 80 anni, con cui si producono i vini Domino de Pingus e si estendono per soli 5 ettari.
L’uva viene selezionata sia grappolo per grappolo sul tavolo di cernita in vigna, che acino per acino durante la diraspatura eseguita a mano.
La fermentazione avviene esclusivamente con lieviti naturali. La macerazione e la fermentazione durano oltre venti giorni prima che il vino venga travasato in botti di rovere francese al 100% per la fermentazione malolattica.
Entrambi i vini Domino de Pingus (Pingus e Flor de Pingus) invecchiano per 20-23 mesi in botti di rovere senza essere travasati. Un mese prima dell’imbottigliamento il vino chiaro viene separato dai sedimenti. I vini non sono filtrati né chiarificati prima del passaggio in bottiglia.
Peter Sisseck versa con attenzione da una rara doppia magnum di Pingus 2010

Peter Sisseck versa con attenzione da una rara doppia magnum di Pingus 2010


Peter è un fanatico delle analisi e analizza scientificamente tutto in diversi momenti della vita di un vino. La sua banca dati dispone di una quantità di analisi tale da poter essere considerata unica al mondo.
Insieme abbiamo bevuto una delle 9 doppie magnum prodotte del 2010 e alla fine ha preso un campione di vino da analizzare per vedere l’evoluzione nel formato particolare dopo un tempo determinato.
Ho avuto anche la fortuna di degustare con Peter le anteprime di Flor de Pingus e Pingus 2014 e 2015.
La qualità è massima su tutti i fronti, anche quella di Psi 2013, un vino che Petr produce da vigneti non di proprietà, ma tutti di oltre 50 anni.
Anteprima assoluta di Pingus 2015

Anteprima assoluta di Pingus 2015


CONDADO DE HAZA
Questa prestigiosa tenuta possiede 200 ettari di vigneti, tutti rigorosamente di Tempranillo di eccezionale qualità, condotti a spalliera.
Il terreno unico è composto da ghiaia, argilla e argilla ricca di calcio.
Il nome si riferisce alla cittadina di Haza situata accanto alla cantina.
I vigneti di Alejandro Fernández sono piantati sulle rive del fiume Duero, accanto a boschi di pioppi e salici, in una terra diventato ormai leggendaria dal 1987
Dal 1993 la tenuta Condado de Haza è completamente autosufficiente, l’intero processo di vinificazione, dalla vigna alla bottiglia è effettuata esclusivamente presso la cantina.
Per facilitare il processo di vinificazione e per perfezionare l’invecchiamento dei vini, la struttura della cantina è stata progettata in una collina con la barricaia, che ospita in un tunnel di 200 metri scavato a quasi 30 m sotto la vigna 3.000 nuovi botti e le bottiglie.
I vini vengono imbottigliati dopo la fermentazione e segue un invecchiamento di 15 mesi in botte. Quando una vendemmia viene considerato ottimale, i vini di riserva ottenuti da uve più mature sono invecchiati in botte fino a 30 mesi.
Con Alejandro Frenandez, uno dei padri della Ribera del Duero
Abadia retuerta
I vini Abadía Retuerta, denominazione Vino de la Tierra Castilla-León, vengono prodotti in una cantina sui confini esterni del D.O. Ribera del Duero che si trova vicino al paese di Sardón de Duero, nella provincia di Valladolid.
La posizione geografica della cantina consente la coltivazione e sperimentazione con varietà Francesi, Italiane e Spagnole.
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Viticoltura:
Le uve sono tutte cresciute in maniera sostenibile presso la tenuta e i 180 ettari della cantina sono divisi in 54 percelle, ciascuna delle quali viene vinificato individualmente.
Le viti, che hanno una vita media di circa 20 anni, crescono in terreni ricchi di sabbia, argilla e calcare, situati a 850 metri sopra il livello del mare.
Il clima è continentale, gli inverni tendono a essere freddi e le estati calde. Durante la vendemmia viene selezionata solo uva di altissima qualità. Gli scarti sono poi venduti all’ingrosso.
Enologia e informazioni utili :
il 70% delle uve vengono raccolte a mano e una volta in cantina sottoposte alla prima fase di fermentazione in piccole vasche di acciaio inossidabile. Una seconda fermentazione malolattica viene poi eseguita in vasche di acciaio prima di passare fra i 12 e i 16 mesi di invecchiamento.
La cantina è anche proprietaria di un albergo a cinque stelle e un ristorante premiato con una Stella Michelin, all’interno della antica Abadia retuerta.
Una ballerina balla il Flamenco nel ristorante di Abadia Retuerta

Una ballerina balla il Flamenco nel ristorante di Abadia Retuerta

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Bodegas Aalto
AALTO è stata fondata da Mariano García e Javier Zaccagnini nel febbraio del 1999.
I fondatori della cantina possiedono un’impeccabile reputazione nella zona, Mariano García è stato l’enologo responsabile e il managing director di Vega Sicilia per 30 anni, mentre Javier Zaccagnini ha guidato il Consejo Regulador, l’organo regolatore del Ribera.
L’obiettivo condiviso di Mariano e Javier è stato di ottenere la più alta qualità possibile dal terroir Ribera del Duero, sviluppando vini che potessero competere con i migliori al mondo. In meno di 16 anni hanno raggiunto ciò che si erano prefissati: nel 2015 il loro vino di punta si è piazzato in sesta posizione nella classifica “Top 100” di Wine Spectator.
Enologia e Vigneti:
La cantina utilizza uva provenienti da 110 ettari di antico Tempranillo, 42 dei quali sono di proprietà.
Vigneti di Aalto a 860 metri di altitudine

Vigneti di Aalto a 860 metri di altitudine


Il segreto della complessità di AALTO si trova nella scelta di utilizzare solo la frutta migliore proveniente dai diversi terroir nel territorio di Ribera del Duero. Le 200 parcelle che compongono i 110 ettari sono tutti di dimensione inferiore al singolo ettari e provengono da 9 località distinti del Ribera del Duero, tra cui Roa, La Horra, La Aguilera, Fresnillo e Moradillo, il che fa di ciascuno dei vini AALTO un capolavoro monovarietale e multi-terroir.
Ogni parcella viene vendemmiata a mano e vinificata separatamente utilizzando la sola gravità per muovere il succo e il vino dalla pressa alla vasca, dalla vasca alla botte e, infine, dalla botte alla bottiglia.
Tutte le parcelle sono invecchiate per periodi diversi in base alle necessità di ciascuno.
Aalto in degustazione mi è piaciuto molto, un vino estremamente curato e con una personalità spiccata.
Ci sarebbe da scrivere ancora, ma per oggi basta così.
Leviamo i calici e … salute!

This article has 6 comments

  1. Bell’articolo.. ..mi è venuta voglia di andare in Spagna!

    • Sergio Di Loreto

      Mi sembra una buona idea. I vini, almeno i più importanti, sono molto buoni. La gastronomia è interessante per noi italiani, che amiamo il Bellota iin particolare e il Jamon iberico in generale…. Nella ristorazione non hanno le idee molto chiare sull’abbinamento cibo-vino. I paesaggi sono belli. Un difetto della Ribera del Duero? Per me che amo il mare, la distanza eccessiva dal mare e il Duero in quel tratto è piuttosto povero di acqua….

  2. Veramente splendida questa monografia su La Ribera de Duero. Ricca di informazioni dettagliate e appassionante. Coppiere, sei la mia enciclopedia ! Se posso portare i miei due cents, fra Vega e Pingus, propendo per il secondo. ( però, l’ultima annata di Vega che ho bevuto è la 2000). Vega mi pare più un vino di cantina, dove l’accento è sull’affinamento; mentre Pingus lo trovo più vino di viticoltura, meno artefatto, meno conciato, se mi si passano gli aggettivi.

    • Fabio grazie per il prezioso commento, sempre lucidissima la tua analisi. Non c’è dubbio che la cura in vigna del Pingus è straordinaria, Peter è competente e meticoloso, in vigna ma anche in cantina. La visita delle cantine denota questa differenza abissale di approccio, Vega Sicilia ostenta tecnologia quasi estrema, Pingus minimalista all’apparenza, comunque non lascia nulla al caso e la sua cura di tutti i dettagli, anche in cantina, senza ostentazione, è estrema.

  3. Mamma mia, ho trovato oggi questo sito, fantastico…Letture facili e molto coinvolgenti, fatti chiari e pieni di valori…niente ciance…mamma mia non vedo l ora di divorarmi gli altri articoli…piacere di averti incontrato coppiere, complimenti

  4. Grazie Daniele, anche per me è un piacere avere lettori come te. Chi scrive come me per passione è molto gratificato da lettori altrettanto appassionati!

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