L’Argentina negli ultimi anni ha occupato abbastanza stabilmente il quinto posto al mondo nella produzione di vino, anche se nel 2016 ha perso ben 4 posizioni, scivolando al nono posto.
Infatti, dopo i “giganti” Italia, Francia e Spagna, a una certa distanza, ma in posizione sicura, ci sono gli USA e al quinto posto solitamente l’Argentina.

Mappa vigneto Argentina


Già nel 2015 l’Argentina ha avuto un calo significativo soprattutto nella produzione dei vini bianchi, infatti tra i 15,2 milioni di ettolitri prodotti nel 2014 e i 13,4 del 2015 la perdita è tutta in vini bianchi.
Il crollo però è arrivato nel 2016, quando la produzione è scesa al livello minimo degli ultimi 60 anni, con appena 8,8 milioni di ettolitri.
La causa di questa catastrofe produttiva è stata El Niño, che ha causato un aumento smisurato delle precipitazioni piovose proprio nel periodo critico della vendemmia, tra marzo e aprile.
Tale abnorme quantità di pioggia ha causato numerosi problemi di muffa e marcescenza delle uve, soprattutto nella principale zona di produzione, Mendoza.
Comunque negli ultimi anni la qualità e l’immagine dei vini argentini è notevolmente migliorata e i si è parlato dell’Argentina anche per le coltivazioni della vite nelle maggiori altitudini del mondo, anche io ne ho parlato (link).
La superficie vitata dell’Argentina è di 210 mila ettari.

Uva Malbec


Storia
L’introduzione della vite in Argentina, secondo alcune fonti, risale al 1541, quando alcuni spagnoli piantarono le prime viti sulla costa atlantica. Solo un anno più tardi, sembra che dal Perù siano arrivate altre viti, stavolta messe a dimore alle pendici delle Ande e poi ancora altre, sempre in zona andina, arrivarono dal Cile nel 1556.
Come spesso è accaduto, è stato il clero a dare continuità alla coltivazione della vite, all’inizio per produrre il vino per la Messa.
I gesuiti concentrarono la produzione soprattutto intorno a Mendoza, che resta tuttora il fulcro della produzione vinicola argentina.
Il vitigno principale, all’epoca, fu il Mission, vitigno probabilmente originario della Spagna, certamente prese il nome di Mission perché valorizzato e forse anche introdotto dai missionari.
Il Mission viene chiamato anche Criolla in Argentina e Pais in Cile.
Secondo alcune fonti gli spagnoli lo avrebbero introdotto anche in Sardegna intorno al XI secolo e dovrebbe essere l’antenato dell’attuale Monica.
Recentemente alcuni studiosi di genetica del vino, nel Centro Nacional de Biotecnología a Madrid, hanno trovato una notevole affinità genetica tra il vitigno Mission e la varietà spagnola Listan Prieto, da cui avrebbe origine. Peraltro il Listan prieto dovrebbe essere la forma melanica del più noto Palomino.
Per alcuni secoli la produzione si consolidò, ma senza incrementi particolarmente significativi.
Fu solo dopo la liberazione dell’Argentina dal dominio spagnolo che la viticoltura si affermò in maniera decisa.

Vitigno Monica probabilmente parente stretto del vitigno Mission


Una data decisiva fu il 17 aprile 1853, quando il governatore della regione di Cuyo (l’attuale regione di Mendoza), Domingo Faustino Sarmiento, incaricò un agronomo francese, Michel Aimé Pouget di impiantare dei vitigni francesi di qualità in Argentina. Ben presto il vitigno che si affermò fu il Malbec.
Nel 2011 l’ente “Wines of Argentina” ha creato la giornata mondiale del Malbec, per valorizzare questo vitigno che rappresenta a tutti gli effetti l’ambasciatore del vino argentino nel mondo, appunto il 17 aprile, pertanto dal 2011 il 17 aprile, in varie città del mondo, si celebra la giornata mondiale del Malbec.
Un incremento della produzione si verificò a partire dal 1885, quando fu costruita la ferrovia che collegava la zona di Mendoza con la città di Buenos Aires, naturale sbocco della produzione.
Nel 1959 fu fondato l’INV, Instituto Nacional de Vitivinicultura, con lo scopo di regolamentare e valorizzare la vitivinicoltura argentina.
In realtà le regole sono sempre state piuttosto blande e la produzione di qualità per alcuni anni di fatto non è stata curata.
Fino a una trentina di anni fa la produzione si è concentrata soprattutto sui cosiddetti Vinos de Mesa, vini economici nati per garantire tanto vino ad un prezzo popolare.
Poi, con il finire degli anni ottanta, alcuni imprenditori hanno dato impulso alla produzione di vini di qualità ed oggi il vino argentino trova sbocco in mercati esigenti come la Gran Bretagna, la Scandinavia, gli Usa, il Canada ed altri mercati.
Accanto al Malbec troviamo soprattutto il Torrontés, il Cabernet sauvignon e lo Chardonnay.
Il 24 novembre 2010 un decreto presidenziale ha proclamato il vino bevanda nazionale.
Oggi il vigneto argentino è ubicato principalmente ai piedi delle Ande e a volte alle pendici, raggiungendo altitudini impensabili in altre zone del pianeta.
Le precipitazioni sono di norma piuttosto scarse e l’apporto idrico è garantito dalla canalizzazione di parte di alcuni corsi d’acqua provenienti dalle Ande.
La luce a quelle altitudini è particolarmente pura e l’escursione termica piuttosto pronunciata.
La vite è coltivata su piede franco, grazie al relativo isolamento delle zone viticole e ai suoli prevalentemente sabbiosi.

Vigneto nella zona di Mendoza


Il sistema di coltivazione è il parral cuyano, simile alla spalliera.
Il vitigno più coltivato è il Malbec, seguito dalla Bonarda, introdotta evidentemente dagli italiani, dal Pedro Gimenez (che non è lo stesso vitigno del Pedro Ximenez), dal Syrah, dal Cabernet sauvignon e dal Torrontés.
Seguono Barbera, Sangiovese, Pinot noir, Merlot, Tempranillo, Lambrusco e Chardonnay.
Le regioni vinicole
Cuyo è la prima e comprende le province di Mendoza e San Juan, qui i vigneti sono messi a dimora prevalentemente tra gli 800 e i 1200 metri di altitudine. In questa regione si produce oltre il 60% del totale nazionale.
I suoli sono molto drenanti, prevalentemente rocciosi, ghiaiosi e con una quota di arenaria.
La zono è poco piovosa, l’aria è pulitissima, le condizioni di luce eccellenti.
Come già detto l’apporto idrico è garantito da una fitta canalizzazione delle purissime e freschissime acque ottenute dallo scioglimento delle nevi e dei ghiacciai sovrastanti.
Alla regione di Cuyo appartengono le cime più alte di tutte le Americhe, compreso l’Aconcagua che con 6962 metri rappresenta la vetta di tutto l’emisfero australe!
In realtà la parola Cuyo in lingua indigena significava “paese dei deserti”.
La zona alta del fiume Mendoza rappresenta la zona più prestigiosa e anche la più produttiva e si suddivide in 4 sottozone: Mendoza, Vigneti dell’est, Valle di Uco e Vigneti del sud.

Parral cuyano


Mendoza
Prevalentemente coltivata a Malbec, in questa zona il vigneto si trova tra i 650 e i 1060 metri di altitudine.
Le sottozone Maipú, Guaymallén, Las Heras, Godoy Cruz e Lujan de Cuyo oggi sono considerate tra le più interessanti.
I vigneti “storici” quelli che si sono affermati prima degli per aver introdotto per primi il Malbec, sono ubicati a Lujan de Cuyo, Maipú e Panquehua. Quest’ultima appartiene al comune di Las Heras.
Le sottozone emergenti sono: Agrelo, Perdriel, Ugarteche, Vistalba e Las Compuertas, zone che negli ultimi anni hanno conquistato posizioni di tutto rispetto per la qualità.
Un po’ meno prestigiose, ma sempre interessanti anche le zone di Lunlunta e Cruz de Piedra.
I vigneti posizionati più ad alta quota sono Vistalba, Las Compuertas e Perdriel, ovviamente sono le più fredde e qui si è ben adattato il Malbec.
Notevole regione è quella cosiddetta dei vigneti dell’est.
Si tratta di una regione molto vasta, al cui interno troviamo: La Paz, Santa Rosa, Junìn, San Martin e Rivadavia, l’altitudine scende e qui i vigneti sono ubicati tra i 650 e i 750 metri.
La somma termica qui è maggiore e qui troviamo una maggiore diversità ampelografica, con Sangiovese, Bonarda, Merlot, Tempranillo, Ugni Blanc e Pedro Gimenez.
Qui i rossi generano vini generosi e sovente molto carichi di colore.
La valle di Uco si esprime al meglio nelle sottozone di Tunuyan, Tupungato e San Carlos.
Protetta dalla maestosa Cordillera delle Ande, che rappresenta una barriera eccezionale, resta comunque una zona a notevole escursione termica. La vite è coltivata su una superficie di circa 13.000 ettari, ed è irrigata dal fiume Tunuyán Superiore.
Si trova a sud-ovest della città di Mendoza, tra i 33°5’ e 34° di latitudine sud. La altitudine diminuisce da 1.200 a 900 metri sopra il livello del mare.
In questa zona si possono produrre vini adatti a lungo invecchiamento.
I vitigni tradizionalmente coltivati sono state il Semillón e il Malbec e in misura inferiore, Bonarda e Barbera.
Più rari anche Cabernet Sauvignon, Chardonnay, Pinot nero e Syrah.
Vigneti del sud
Zona che si trova tra il 34°5´e 35° di latitudine sud. Comprende i dipartimenti di San Rafael e General Alvear e si estende ai piedi della principale catena montuosa. È irrigata da i fiumi Atuel e Diamante con una superficie piantata di 22.000 ettari. La temperatura media annuale è di 15 gradi C.

Vigneto a 2.280 metri a Calchaquíes


La zona di San Rafael è una delle più importanti. Le sue bellezze naturali la rendono oggetto di buoni flussi turistici che negli anni hanno contribuito al grande sviluppo di questo dipartimento vitivinicolo. I vigneti sono spesso protetti da rete antigrandine, perché la zona purtroppo è soggetta a frequenti grandinate. Essere il territorio più meridionale della provincia, è tra i più bassi della viticoltura argentina, tra gli 800 e i 400 metri sul livello del mare. I vitigni principali sono Cabernet Sauvignon, Malbec e Bonarda.

Qui si è sviluppata la denominazione di origine controllata “San Rafael”, e si producono sia vini tranquilli che spumanti di qualità eccellente.

Nella zona vi sono circa 200 cantine, molte delle quali sono centenarie e furono realizzate da immigrati europei, soprattutto italiani.
Valli Calchaquíes
La zona nord è quella intorno a Salta, qui i vigneti partono da 1500 metri e arrivano normalmente a 2000 metri, con eccezioni straordinarie, come il vigneto che raggiunge i 3.111 metri sul livello del mare, di proprietà della Bodega Colomè.
I suoli sono ghiaiosi e le piante più presenti sono i Cactus e il Carrubo.
Le sottozone principali sono Cafayate, Santa María e Colomé. Ci sono circa 4.120 ettari di vigneto, nei quali è il Torrontés il vitigno egemone.
Si tratta del principale vitigno a bacca bianca coltivato in Argentina, con forte personalità e unicità, che comincia a guadagnare immagine nei mercati internazionali.
La Rioja
La Rioja ha 2 sottozone: Catamarca, Famatina.
In questa regione troviamo la seconda montagna più alta del continente, si tratta del vulcano più alto del mondo, l’Ojos del Salado, che arriva a 6.880 matri di altitudine.
A Catamarca il principale centro viticolo è Fiambalá, un importante zona di viticoltura, nella valle di Tinogasta, dove vini di alta qualità sono prodotti a un’altitudine da 1200 a 1750 metri sul livello del mare.
Famatina si trova a 20°10’ latitudine sud con altitudini che vanno da 935 a 1170 metri sopra il livello del mare.
Molto scarse le precipitazioni (130 mm / anno) e venti moderati. La temperatura media è di 18°C.
Ci sono 7000 ettari di vigneti, la maggior parte dei quali coltivati a Torrontés Riojano. Inoltre, negli ultimi anni, altre varietà a bacca rossa sono state coltivate, soprattutto Syrah. I terreni più importanti sono Chilecito, Nonogasta e Anguinan che hanno uno suolo molto sabbioso.
La viticoltura di La Rioja è sviluppata in piccole valli irrigate nella zona ovest della provincia, tra il monte Velasco e Famatina. Il dipartimento di Chilecito ha la maggior parte dei vigneti (circa il 70%).
Le sue oasi vitivinicole sono in Tulum, Zonda, Ullum, Jáchal e Valle Fértil, irrigato dai fiumi Jáchal e San Juan.
La valle di Tulum si trova tra le Ande e la montagna Pie de Palo presso la riva sinistra del fiume San Juan.
L’altitudine media è di 630 metri sopra il livello del mare, le precipitazioni sono scarse e la temperatura media è di 17°C.

Cerro Cerro General Belgranonei pressi di Famatina


Questa regione produce vini interessanti, tipici vini dolci fatti da Moscatel de Alejandría, Torrontés, Chenin Blanc e Pedro Giménez.

Tra i vitigni a bacca rossa troviamo il Syrah, che a San Juan ha trovato la sua patria argentina.
Seconda zona più produttiva dell’Argentina, San Juan ha più di 46.000 ettari di vigneti che si trovano tra i 600 metri sul livello del mare nella valle di Tulum ai 1400 metri sopra il livello del mare nella valle di Pedernal. I vigneti sono irrigui.
Le migliori località sono Rivadavia, Albardón, Angaco, San Martín, 9 de Julio, Caucete, Santa Rosa e Pocitos, sul lato destro del fiume San Juan.

Ad una altitudine di circa 1350 metri, la prestigiosa valle del Pedernal si estende tra Cerro Tontal e le pendici delle Ande. Questa zona produce vini di qualità, su una base ampelografica di Cabernet Sauvignon, Merlot e Chardonnay.

Nella valle di Ullum le varietà che si adattano meglio sono Chenin Blanc e Chardonnay. Nelle zone più elevate Sauvignon Blanc e varietà rosse come Tempranillo.

Calingasta è nella zona più alta (1,800 metri sopra il livello del mare) tra le pendici delle Ande e la catena centrale della cordillera.

Achaval-Ferrer Finca Diamante


Patagonia (provincia di Neuquén e Río Negro)
La regione viticola della Patagonia si estende sulle rive dei fiumi Limay e Neuquén dove sono ubicati oltre 3.700 ettari di vigneto. Il suolo è roccioso e dalla grana grossa e pietrosa, ideale per la vite.

Questa è la regione vinicola più meridionale dell’Argentina, ma anche del mondo e qui troviamo i vigneti alla minore altitudine dell’Argentina, a circa 400 metri sopra il livello del mare. Il clima è continentale, temperato secco, con grande escursione termica e molto ventilata.

San Patricio del Chañar, a Neuquén è una vera oasi vitivinicola sviluppata recentemente.
La sua orografia comprende le più alte vette in San Carlos de Bariloche, con vista sul lago Nahuel Huapi e la regione si estende fino al dipartimento di San Antonio Oeste che si trova sulle rive dell’oceano Atlantico.

Viedma, la capitale di Río Negro, è stata fondata nel 1779 da Francisco de Narvaez e Viedma. È considerata la sede dei primi coloni in Patagonia. La città è divisa dal Río Negro che costituisce il limite con la provincia di Buenos Aires.
Si tratta di una regione enologicamente giovane, ma questo rappresenta un vantaggio, in quanto sia in vigna che in cantina sono state utilizzate tecniche innovative.
Il clima della regione è ideale per la produzione di vini bianchi a base Chardonnay, Semillón e Sauvignon Blanc. Quest’ultimo, oltre alle sue caratteristiche organolettiche tipiche, in questa zona esprime sentori affumicati difficili da trovare in altre regioni del paese. Nella zona troviamo anche grandi rossi su base Pinot Noir e Merlot, varietà dal ciclo vegetativo più breve.
Neuquen
La provincia di Neuquen mostra paesaggi maestosi e la capitale, che ha lo stesso nome, è stata fondata nel 1904 da Carlos Bouquet Roldan.

Lago Traful Neuquen


La Cordigliera delle Ande qui si specchia nei fiumi Limay e Neuquén, che delimitano la zona viticola.
Villa La Angostura e San Martín de Los Andes sono le località turistiche più visitate della provincia.
Inoltre, El Chocón è una località che attira scienziati di tutto il mondo per la sua ricchezza paleontologica, grazie al notevole numero di ritrovamenti di dinosauri.

Rio Negro
Questa è una delle poche province argentine la cui geografia si estende dalla Cordillera delle Ande fino alla costa dell’Oceano Atlantico.
Dal dipartimento di Confluencia, che appartiene a Neuquén, fino a General Roca, che si trova a Río Negro, si sviluppa la vitivinicoltura più “australe” del paese. San Patricio del Chañar ed Añelo sono in testa nello sviluppo di questa industria, dove le fiumi Limay, Neuquén, Río Colorado e Río Negro s’incaricano di irrigare la zona.

Bodega Noemìa


A causa del suo clima freddo la zona è a quota assai bassa, circa 200 metri sopra il livello del mare.
Per questa ragione qui i mosti hanno un’alta percentuale di acido malico e meno zuccheri.
I vitigni che si esprimo meglio in zona sono il Pinot noir e Merlot.
Inoltre troviamo: Cabernet Sauvignon e Malbec tra i rossi e tra i bianchi: Semillón, Sauvignon Blanc, Chardonnay, Riesling e Torrontés di Río Negro.
Parlando di produttori e di grandi vini argentini provo a citare qualcuno, sperando di non fare torto a nessuno.
Mendoza
Achaval-Ferrer produce Finca Altamira Malbec, è un vino ottenuto da vecchie vigne di oltre 100 anni, ubicate a 2000 metri di altitudine, capace di lunghi invecchiamenti, molto interessanti il 2003, il 2006, il 2007, il 2010 e il 2011.
Catena-Zapata Malbec Mendoza Nicasia Vineyard, proveniente da vigneto unico, molto bene 2004, 2006 e 2007.
Alta Vista Alto Mendoza, da uve malbec e Cabernet Sauvignon, notevoli il 2006 e il 2010.
VIÑA COBOS Malbec Mendoza Marchiori Vineyard bene 2003, 2007 e 2013
ALTOS LAS HORMIGAS Malbec Uco Valley Vista Flores bene il 2007
VALENTÍN BIANCHI Enzo Bianchi San Rafael-Argentina bene 2010, 2012 e 2013
Patagonia
BODEGA NOEMÍA DE PATAGONIA Río Negro Valley 2009 Malbec con piccole percentuali di Merlot, minerale ed elegante, molto bene il 2006, 2007, 2008, 2009, 2010 e 2011
BODEGA CHACRA Pinot Noir Río Negro Treinta y Dos bene il 2005, 2006, 2009 e 2010
BODEGA DEL DESIERTO Malbec-Cabernet Franc-Merlot Patagonia Pampa bene 2006 e 2009

Salta
BODEGA COLOMÉ Reserva Calchaquí Valley Malbec e cabernet sauvignon bene il 2003, 2006, 2007 e 2008
BODEGA SAN PEDRO DE YACOCHUYA Cafayate Malbec 2000, 2003 e 2011
Brindo ai miei lettori con un bel Malbec di Noemìa, a due palmi dall’Antartide e soprattutto alla vostra
Salute!

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Questo articolo ha 2 commenti

  1. Gran bell articolo..alto les hormigas ,uno dei progetti in sud america di alberto antonini…Colmè davvero molto buono…yacochuya wow buona bevuta coppiere!!

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