Il Vermentino nero è tra i vitigni meno conosciuti, ma fa parte della folta schiera dei vitigni italiani presenti in almeno una doc e contribuisce alla biodiversità del patrimonio viticolo nazionale.
Nel 2010 la superficie mondiale coltivata a Vermentino nero era pari a 210 ettari, tutti in Italia e occupava la posizione numero 510 tra i vitigni più coltivati al mondo.

Vermentino nero

Vermentino nero


Nel 1970 la superficie vitata era di 424 ettari, dunque oggi è in netto calo, anche se non a rischio estinzione.
Alcuni vivai lo stanno moltiplicando, sebbene in quantità modeste.
Il Ministero per le politiche agrarie (allora Ministero dell’Agricoltura) lo ammette a catalogo il 25 maggio 1970 con il numero 259.
Non ha sinonimi.
La descrizione ampelografica del Ministero è la seguente
Per la descrizione di questo vitigno è stato utilizzato un clone di “Vermentino nero” della Collezione Sperimentale costituita dall’Istituto di Coltivazioni Arboree nell’azienda “Monna Giovannella” della Facoltà di Agraria di Firenze, dove è stato da noi introdotto dalla zona di Massa.
Germoglio di 10-20 cm
Apice: in genere espanso, ma talvolta anche semi-globoso; a tomento cotonoso con leggere carminature ai margini; di color bianco.
Foglioline apicali (dalla 1a alla 3a): leggermente piegate a gronda, ma la 3a anche spiegata; tomento cotonoso nella pagina superiore, vellutato in quella inferiore; di color bianco con leggere carminature ai margini.
Foglioline basali (dalla 4a in poi): spiegate o leggermente piegate a gronda; di color verde-giallastro con residuo aracnoideo nella pagina superiore, bianco a tomento vellutato in quella inferiore.
Asse del germoglio: generalmente curvo, ma talvolta anche eretto.
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Germoglio alla fioritura
Apice: espanso, a tomento quasi cotonoso; di color verde-bianco-giallastro con leggera carminatura ai margini.
Foglioline apicali: spiegate, ma talvolta anche leggermente piegate a gronda; tomento aracnoideo o cotonoso nella pagina superiore, quasi vellutato in quella inferiore; di color bianco-verdognolo con leggere carminature ai margini.
Foglioline basali: in genere spiegate, di color verde giallastro con residuo di tomento aracnoideo nella pagina superiore, a tomento vellutato in quella inferiore.
Asse del germoglio: in genere ricurvo e talvolta a pastorale.
Tralcio erbaceo: a sezione trasversale ellittica, talvolta più o meno appiattita con contorno angoloso; con tomento aracnoideo diffuso parzialmente; di colore verde interamente diffuso talvolta con leggeri riflessi rossastri.
Viticci: bifidi, di media lunghezza, piuttosto sottili; di color verde più o meno intenso con sfumature rossastre; intermittenti (formula: 0-1-2-0-1-2-0).
Infiorescenza: grande (18-31 cm), semispargola.
Fiore: tipo morfologico: sessualità apparente ermafrodita; bottone fiorale: globoso o leggermente piriforme; di media grandezza; corolla di color verde giallastro.
Foglia: pentagonale, medio-grande, tri e quinquelobata con seno peziolare ad U; seni laterali superiori a lira ed a V, talvolta anche a bordi sovrapposti; seni laterali inferiori, quando sono presenti, a V stretto od a bordi paralleli; lembo piano o leggermente piegato a gronda, spesso liscio o leggermente ondulato; lobi piani; angolo alla sommità dei lobi terminali acuto; pagina superiore generalmente glabra di color verde cupo, quasi opaca o leggermente brillante, con nervature verdi; pagina inferiore leggermente aracnoidea o con residuo di tomento aracnoideo di color verde chiaro; nervature di 1°-2°-3° ordine di color verde chiaro sporgenti; denti abbastanza pronunciati, irregolari, a margini rettilinei più o meno acuti a base di media larghezza.
Picciolo: medio-lungo, piuttosto grosso; di color verde talvolta soffuso di violaceo, glabro, a sezione trasversale con canale abbastanza evidente.
Portamento della vegetazione: espanso.
Foglia di Vermentino nero

Foglia di Vermentino nero


Acino erbaceo: rotondo o sub-rotondo, di media grandezza; di color verde scuro, pruinoso.
Grappolo a maturità industriale: grosso (lunghezza 18-27 cm), di aspetto semi-compatto, allungato, piramidale, alato; peduncolo visibile, semilegnoso, grosso.
Acino: medio o grosso, regolare; in genere quasi sferoide, ma talvolta leggermente ovoide; diametro trasversale 12-18 mm; buccia pruinosa di colore bleu o bleu vinato con distribuzione regolare della colorazione; di media consistenza; polpa succosa con succo incolore o quasi, di sapore neutro; pedicelli di media lunghezza, di color verde; cercine evidente, verde; pennello corto.
Vinaccioli: in numero medio di 2 per acino; di media grandezza con becco lungo di medio spessore; nessun acino sprovvisto di vinaccioli.
Tralcio legnoso: di media lunghezza o lungo, abbastanza robusto, elastico, con qualche femminella; corteccia mediamente aderente e resistente staccantesi alla curvatura; sezione trasversale circolare o leggermente ellittica; superficie glabra, striata, leggermente pruinosa o non priunosa; nodi appiattiti o leggermente appiattiti, evidenti; internodi di circa 10-13 cm, di color nocciola chiaro nei meritalli, più intenso nei nodi; gemme di media grandezza; cercine peziolare non molto grande ma abbastanza evidente; diaframma piano o leggermente convesso; midollo color nocciola chiaro, quasi circolare, evidente. Tronco: di buona vigoria.
Fenomeni vegetativi Germogliamento: prima-seconda decade di Aprile.
Fioritura: prima decade di Giugno.
Invaiatura: seconda-terza decade di Agosto.
Maturazione dell’uva: ultima decade di Settembre – prima decade di Ottobre.
Caduta delle foglie: fine Novembre – prima decade di Dicembre.
Caratteristiche ed Attitudini colturali Produzione: abbondante ed abbastanza costante nel clone di cui ci si occupa. Posizione del primo germoglio fruttifero: 3°-4° nodo.
Numero medio di infiorescenze per germoglio: 2.
Fertilità delle femminelle: nessuna in condizioni normali.
Resistenza alle malattie: ai comuni parassiti della vite presenta una resistenza normale. Comportamento rispetto alla moltiplicazione per innesto normale.
Coltivazione autorizzata in tutta la regione Toscana e Liguria.
DOP ed IGP La varietà è ammessa nelle seguenti denominazioni di origine e/o indicazioni geografiche: DOC Candia dei Colli Apuani; IGT Alta Valle della Greve*, Costa Toscana*, Montecastelli, Toscano o Toscana*, Val di Magra nelle igt contrassegnate con asterisco è ammessa la menzione di questa varietà in etichetta.
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Cenni storici: Esistono pochissime notizie precise riguardo questo vitigno. Sembra essere originario delle colline costiere dell’alta Toscana, dove ha lunga tradizione ed è tuttora abbastanza diffuso.
La prima citazione si trova nel bollettino del Comizio Agrario di Massa del 1874, dove è indicato tra le uve da coltivare in collina per fare vini fini o di lusso.
È citato da Giuseppe De Astis nel 1937, ma dobbiamo arrivare al 1965 quando fu pubblicato “I principali vitigni da vino coltivati in Italia” di N. Breviglieri ed E. Casini edito da Longo e Zoppelli di Treviso per averne una descrizione più accurata.
Per le caratteristiche ampelografiche della foglia è molto simile al Vermentino bianco, da cui il nome di Vermentino nero.
Dagli studi attualmente in corso sulla genetica però le affinità con il Vermentino bianco sembrano minime e se questi studi verranno confermati ne dovremmo dedurre che se la parentela esistesse non sarebbe comunque stretta.
Caratteristiche agronomiche e tecnologiche: Il Vermentino nero è un vitigno di difficile coltivazione, con produzione incostante, molto legata alle modalità di potatura ed alle condizioni ambientali. Nella zona tradizionale di coltivazione predilige suoli ben drenati e luoghi ventilati, ben esposti. La produzione tende ad essere abbondante. È mediamente sensibile alla peronospora, mentre è molto suscettibile a oidio e botrite.
Vementino nero Cima

Vementino nero Cima


Il Vermentino nero dà un vino di colore rosso rubino intenso, con intensi riflessi violacei, consistente e vivace, di buona dotazione fenolica. All’olfatto si presenta intenso, persistente, fine, floreale, con note speziate in grande evidenza.
In alcuni casi sul finale si colgono delle sfumature leggermente amarognole.
Il profilo degli antociani prevede una prevalenza della Malvidina (45%), seguita a distanza dalla Peonina (23%) e in percentuali minori le Σ Acilate, la Petunina, la Delfinina e la Cianina, pertanto la pigmentazione è tendenzialmente violacea o comunque con tonalità piuttosto fredde.
Tra i vini da Vermentino nero interessanti troviamo quello di Pierpaolo Lorieri della Tenuta Scurtarola di Massa; Pepe nero di Castel del piano; Terenzuola; Terre Apuane; Tenuta Pietraserena e Cima.
Pepe nero

Pepe nero


Possiamo trovare del Vermentino nero anche nell’arcipelago toscano, per esempio nell’isola d’Elba qualche produttore lo utilizza in piccole quantità per la produzione di Elba rosso Vinsanto Occhio di Pernice.
Un altro aspetto interessante è che spesso si tratta di vecchie vigne, la qual cosa può essere considerata un pregio.
Non mi resta che aspettare i commenti dei lettori e nell’attesa brindo con Vermentino nero alla vostra salute!lvermentinonerob

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